Bastia, capitale europea della cultura

Nell'ottobre 2021, la città di Bastia ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Europea della Cultura per l'anno 2028, con l'intenzione di estendere tale candidatura a tutta la Corsica: è nata così Bastia-Corsica 2028.

Ha iniziato la prima fase del processo di compilazione del dossier di candidatura, che dovrà essere presentato entro il 1° dicembre 2022, in vista di una preselezione nella prima metà del 2023 e di una decisione finale da parte di un comitato europeo di esperti, che sarà resa pubblica alla fine del 2023, che designerà le due città vincitrici: una in Francia e una nella Repubblica Ceca. Questo processo è una dimensione strategicaimportanza strategica per l'intera Corsica.re.

Si è creato un grande slancio intorno alla candidatura, che è in linea con la forte volontà politica dei rappresentanti eletti del Città di Bastia e il Comunità diagglomeratoLa Commissione europea ha deciso di istituire la Regione Bastiadel Comunità della Corsica così come ilUniversità della CorsicaIl progetto sarà realizzato in collaborazione con partner culturali, sociali, economici e ambientali.
Si tratta quindi di una questione di trasporto, tutti insemeSi tratta di un progetto di sviluppo globale in cui l'arte e la cultura occupano un posto centrale per le loro virtù educative e di consolidamento sociale, per la loro apertura al mondo e per la loro attrattiva economica. Per la città e per la Corsica si tratta di un'opportunità unica di presentarsi al mondo e per evidenziare il specialecificitLe autorità europee e insulari.

Una cultura universale

Le isole sono percepite dagli abitanti della terraferma come colonie naturali, che aspettano solo di essere sottomesse, anche culturalmente.
Con questa candidatura, la Corsica esce dalle sue cartoline e offre una visione culturale unica.

Quando Bastia diventa capitale europea, tutto è cultura.
L'isola, come una nave pirata immobile, diffonde la propria visione della cultura,
la sua interpretazione del patrimonio, del folklore e del Mediterraneo nel suo complesso. Attraverso questa città, una lingua e dei popoli si irradiano in tutta Europa. Attraverso quest'isola si esprimono tutte le isole d'Europa.

Con questa candidatura, la Corsica esce dalle sue cartoline e offre una visione culturale unica.

I pilastri
strategico

Trasmettere la cultura

Scegliendo di rinnovare e adattare i luoghi esistenti, Bastia fa una scelta moderna. Il nostro MUCEM sarà digitale e raggiungerà tutte le popolazioni. Non un luogo fisico, ma contenuti audio e video disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e soprattutto gratuiti.
I media digitali attraverso i contenuti audio e video sono una nuova forma di trasmissione orale. Uno strumento moderno per diffondere la cultura e coinvolgere il pubblico nell'applicazione.

Una barca immobile

Nel 1964, il produttore irlandese Ronan O'Rahilly vide i suoi artisti sistematicamente rifiutati dalle radio inglesi. Decise quindi di acquistare un vecchio traghetto e di trasmettere la propria stazione radio dalle acque internazionali.
Diffondere la cultura dalla nostra barca immobile. Uno spazio di libertà per mostrare ciò che non vediamo, ciò che non trasmettiamo. Un laboratorio fluttuante, indipendente e creativo per accogliere talenti da tutto il mondo e diffondere la propria influenza in Europa. Una visione di cultura, arte e apertura a livello europeo.

Una cultura popolare

Quando Jacques Tati arrivò a Bastia nel 1978 per filmare il fervore popolare che animava la città alla vigilia della finale di Coppa UEFA, non stava girando un documentario sportivo. Stava filmando un popolo in grado di trasformare qualsiasi cosa in una cultura oggetto culturale.
Bastia e la Corsica come avanguardia della cultura popolare. Qui tutto diventa cultura e tutto prende vita attraverso artisti ed eventi. Ancora una volta, la Corsica si riappropria della sua cultura e del suo territorio grazie alla sua apertura al mondo e soprattutto all'Europa.

Europa attraverso attraverso la Corsica

Cultura europea

La Corsica ha sempre creato ponti con il continente europeo. In particolare attraverso scambi culturali con territori vicini e talvolta molto lontani. C'è ancora molto da immaginare e spesso proprio davanti alla nostra isola. Capraia, Elba o Genova sono proprio lì.
Il cantante genovese Fabrizio De André aveva messo sotto i riflettori la lingua ligure nel suo album "Creuzä de ma". Un album dimenticato con accenti culturali corsi. Questa candidatura è un'opportunità per creare forti legami con l'Europa e con i nostri vicini, sia vicini che lontani.